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Andrea Vaccaro

Andrea Vaccaro  -  Lucrezia - olio su tela cm. 154,5 x 127,5
Andrea Vaccaro – Lucrezia – olio su tela cm. 154,5 x 127,5

Andrea Vaccaro (Napoli 1604  – Napoli 1670)

Lucrezia
olio su tela cm. 154,5 x 127,5
pubblicazioni : pittura del seicento a Napoli- Napoli 2011 vol.I

L’ iconografia del dipinto è raccontata da Tito Livio: una nobildonna romana (Lucrezia)viene violentata dal figlio del re (Sesto Tarquinio), ella cede, non per tema della morte, ma perché lo stupratore minaccia di ucciderla e poi disonorarla sgozzando un servo e mettendoglielo nudo accanto.

Dopo aver subito l’oltraggio Lucrezia fa chiamare il marito, il padre ed altri testimoni fidati, racconta l’accaduto e subito dopo si da la morte.

Da questo episodio nasce la ribellione che porrà fine alla monarchia e inizio alla repubblica.

In effetti in questa storia si concentrano una serie di tematiche che, almeno in parte, ancora oggi sono tema di discussione, primo fra tutti, quello ancestrale, della fedeltà della moglie verso il coniuge, e quanto questa prescinda dall’amore verso lo stesso, ma sia un obbligo sociale e familiare,

poi in pari misura ed importanza è presente il problema dell’abuso e dell’arroganza del potere ed il conseguente diritto alla ribellione.

Basterebbe ciò a spiegare l’importanza e la fortuna del personaggio, ma bisogna anche aggiungere un altro dato che aiuta a comprendere un altro aspetto della composizione.

Nel seicento in campo teatrale i canovacci e le maschere della commedia dell’arte vanno perdendo gran parte della originale vivacità e di contro si va sviluppando il melodramma, dal quale nascerà poi l’opera lirica, esso si va arricchendo di sempre nuovi conflitti morali e religiosi che si riflettono naturalmente su tutta la vita culturale della capitale.

Queste nuove esigenze sono pienamente realizzate dal Vaccaro in questa opera che in tutta la sua impostazione fa pensare a un “ coup de théatre”, il tendaggio rosso, colore della passione amorosa e dei sentimenti violenti, si staglia in modo travolgente dietro la figura occupando metà della tela, più in basso la veste che lascia Lucrezia ampiamente discinta è blu, colore che rimanda alla ragione ed alla serietà di pensiero e comportamento.

I due elementi coloristici fortemente contrastanti si separano lasciando posto al busto della femmina, bianco, offerto completamente nudo agli occhi dello spettatore.

Appena sotto il seno sinistro si apre la ferita che Lucrezia si è inferta per uccidersi; ma a ben guardare, lei non sta morendo, lei sta cantando la sua storia come in un melodramma e sta anche aprendo la discussione sui commenti e le dotte discettazioni degli spettatori.

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